Due cattività

da testi di Stefano Benni e Aldo Nicolaj
allestimento di Sonia Sciutto 
con Claudia Brovedani,  Sonia Sciutto

La Compagnia del Lenzuolo presenta

“Due Cattività”

“Acqua e Sapone” – Aldo Nicolaj – Claudia Brovedani

“Vecchiaccia” – Stefano Benni – Sonia Sciutto

Con Due cattività si portano in scena due monologhi, che dialogano, pur indirettamente, come assonanze, uno accanto all’altro. L’unità è quella di una condizione: la cattività. Punto d’arrivo, punto di partenza. Una condizione che sembra senza via d’uscita, e che si fa sintesi di una vita che come tale è passata. Cattiva. Il bisogno di salvezza trova ristoro nel delirio, nel sogno e in un grido di nostalgia.

Nel monologo “Acqua e Sapone” di Aldo Nicolaj ascoltiamo una donna, chiusa nella sua cameretta, dichiararsi soddisfatta del suo destino. La follia è compiuta, riconosciuta dallo Stato. E Francesca gode della linda cella, dell’acqua che gocciola e dell’isolamento dal mondo. Si specchierà il pubblico in questa donna, in questa massima pulizia che coincide con lo sporco?  

Il secondo monologo “La Vecchiaccia” tratto dalla raccolta “Le Beatrici” di Stefano Benni, propone un personaggio più felice, almeno di primo acchito. Una anziana signora, dimenticata o sistemata, il problema è noto, in un ospizio dal quale parla. Dritto in faccia. Dalla sua prigione rompe la quarta parete con un fiato: “Se mi chiedete quanti anni ho, io vi rispondo: che cosa ve ne frega… io non età, sono come la mia dentiera, rido, digrigno in un corpo che non è il mio, che è così diverso dalla mia anima. La mia anima non la fa questa puzza, sa di mare la mia anima.” 

Una finestra. Dalla quale ricorda e sputa.

 

Allestimento di Sonia Sciutto

Preparatori Emanuela Rolla e Paolo Antonio Simioni