REdèNASI
un progetto di Cristiano Fabbri
musiche dal vivo di Andrea Macciò
“RE DE’ NASI” muove dal desiderio di indagare attraverso il testo di Pinocchio la metafora uomo/burattino, le inevitabili bugie e finzioni che riflettono la realtà di cui siamo portatori.
“Non possiamo esistere se non attraverso l’identità che ci prescrive una parte, un ruolo, una gestualità nello spettacolo della vita; persino di fronte a noi stessi, nell’atto dell’autoriflessione, abbiamo una maschera.” (Giorgio Concato “L’angelo e la marionetta”).
Siamo strumenti, servomeccanismi, automi, ripetitori di slogan, di copioni, attori in cerca di autore e autorità. Immersi nel fluido divenire di immagini e frammenti non riusciamo a recuperare il filo del discorso, non attingiamo alla fonte e ci perdiamo baloccandoci. Ma cosa ci muove? Crediamo ancora nella nostra autodeterminazione? Possiamo credere alle persone per
bene? Ad un padre Geppetto, una madre Fata? E all’autorità del bene? Il bene istituzionale, di stato, della cultura? Può esistere davvero quel bene comune, tanto citato e cercato come il pane, o un bel focolare al quale scaldarsi? Eppure potremmo restare ingannati ancora. Forse abbiamo solo bisogno di un fuoco nel quale bruciare, come semplici pezzi di legno da catasta e lasciare a chi resta le nostre ombre riflesse.
“Re de’ Nasi” ruota attorno al tema pinocchiesco, all’ uomo/marionetta e al desiderio di indagare sull’esperienza della finzione – intesa come alterazione della realtà nell’atto della messinscena. Un’attinenza tra teatro e realtà attraverso l’alterazione della forma stessa dell’esperienza: percezione, manipolazione, obbedienza (norma). Come Pinocchio siamo dentro un percorso di formazione e trasformazione, sino alla perdita dell’innocenza e della libertà di movimento, una volta cresciuti, cittadini, o forse solo persone per bene possiamo fermarci.